Per usare l’AI generativa in modo responsabile, efficace e umano, anche quando si chiama Copilot.
“Niente panico” — diceva la celebre Guida Galattica per autostoppisti.
Ma nell’era dell’AI generativa, un po’ di etica non guasta. Anzi, serve come punto di riferimento. Che si chiami Copilot, ChatGPT, Gemini o altro, oggi l’AI è ovunque. Scrive e-mail, riassume riunioni, genera codice, analizza documenti. È entrata nei nostri uffici, nei nostri schermi e persino nel nostro modo di pensare. E mentre ne sfruttiamo velocità ed efficienza, una domanda si fa sempre più urgente:
L’AI può fare quasi tutto. Ma cosa è giusto che faccia? E come?
Quando l’intelligenza artificiale prende decisioni, crea contenuti o interagisce con persone reali, l’etica non è un dettaglio. È la bussola. Ecco perché oggi, chi usa strumenti come Microsoft Copilot ha bisogno non solo di conoscerne le funzionalità, ma anche di comprenderne l’impatto umano e sociale.
La vera sfida oggi non è cosa può fare l’AI, ma come sceglie di farlo.
Con rispetto? Con trasparenza? Con attenzione all’impatto su chi la usa?
Copilot e le esperienze conversazionali
Microsoft Copilot è molto più di un software intelligente. È una interfaccia conversazionale, un assistente AI generativa integrato nei prodotti di uso quotidiano — Word, Excel, Outlook, Teams.
Elabora contenuti, semplifica flussi di lavoro, riassume chat o crea presentazioni. La sua forza sta nella capacità di generare contenuti nuovi, a partire da dati esistenti. Ma questa capacità porta con sé anche rischi: bias, risposte inappropriate, automatismi troppo “meccanici”.

Come si progetta (e si usa) un AI come Copilot in modo etico
Usare (o progettare) strumenti di AI generativa come Copilot non è solo una questione tecnica. È anche — e soprattutto — una scelta di responsabilità. Ecco una checklist etica pratica, utile per designer, team IT, manager e utenti finali:
Costruisci su valori chiari
- Trasparenza: spiega chiaramente quando l’utente sta interagendo con un’AI.
- Privacy e sicurezza: proteggi i dati personali, informa sempre su come vengono usati.
- Confini etici: l’AI deve sapere dire di no a richieste offensive, violente o inappropriate.
Progetta per tutti
- Inclusività: evita stereotipi e discriminazioni; considera abilità, culture e lingue diverse.
- Accessibilità: rendi l’interazione semplice anche per chi ha difficoltà visive, motorie o cognitive.
Dai voce (umana) all’AI
- Empatia: ascolta davvero gli utenti e rispondi con sensibilità.
- Chiarezza: usa un linguaggio semplice, diretto e comprensibile.
- Personalità: scegli un tono coerente con lo scopo del sistema, ma sempre rispettoso e sobrio.
Migliora in continuo
- Test e revisione costante: nessun progetto è perfetto al primo colpo. Servono feedback, dati reali e volontà di migliorare.
- Team multidisciplinari: coinvolgi non solo tecnici, ma anche profili umanistici (scrittori, pedagogisti, comunicatori) per dare profondità all’esperienza.
L’AI è una relazione: CUX
La conversazione con un AI — anche via testo o voce — è sempre più personale. E proprio perché sembra umana, l’AI può influenzare decisioni, predisposizioni a volte anche opinioni. Con l’utilizzo vocale, poi, le sfide chiaramente aumentano: accenti, volumi, inflessioni, pause. Tutti elementi da gestire per non generare incomprensioni.
Quando interagiamo con un sistema che “parla con noi”, è inevitabile attribuirgli emozioni, intenzioni, personalità. Per questo motivo, la progettazione di queste esperienze (CUX – Conversational User Experience) richiede competenze non solo tecniche, ma anche umane: empatia, sensibilità, capacità narrativa.
Il ruolo dell’etica nella gestione dell’AI
Come esperti di gestione e sicurezza di Microsoft 365, EKO365 accompagna ogni giorno le aziende nell’evoluzione dei loro sistemi digitali. L’introduzione di Copilot porta grandi indubbiamente vantaggi, ma richiede anche consapevolezza, governance e cultura.
EKO365 ha fatto della responsabilità un valore guida, come indicato nel proprio Codice Etico. Questo significa che ogni servizio che offriamo — dalla sicurezza informatica alla formazione, dall’automazione alla consulenza — è progettato secondo principi di:
- Integrità: chiarezza nelle configurazioni, nelle policy e nei risultati attesi.
- Empowerment: formazione che rende le persone autonome nell’uso della tecnologia.
- Responsabilità: gestione consapevole delle vulnerabilità.
- Sostenibilità: soluzioni che riducono l’impatto ambientale e migliorano l’efficienza.
Non basta che l’AI funzioni: deve funzionare bene e in modo giusto. Lo facciamo da tecnici, ma anche da sustainability manager, attenti all’impatto umano e organizzativo. Per questo non ci limitiamo a spiegare cosa può fare Copilot, ma aiutiamo i nostri clienti a usarlo in modo consapevole, responsabile e utile davvero.
L’ISO/IEC 42001: uno standard per orientarsi
Per chi vuole strutturare un approccio più formale e verificabile alla gestione dell’AI, può essere utile conoscere lo standard ISO/IEC 42001:2023, pubblicato nel dicembre 2023. È il primo standard internazionale pensato per i sistemi di gestione dell’AI (AIMS). Non è una certificazione obbligatoria, ma un framework utile per:
- Valutare rischi e opportunità legati all’AI
- Stabilire principi di trasparenza, sicurezza, equità e responsabilità
- Introdurre processi di miglioramento continuo
EKO365 lo considera questo standard una bussola utile per orientare le aziende verso un’adozione dell’intelligenza artificiale più etica, sostenibile e sicura.
L’etica non è un freno. È una direzione. Che si tratti di scrivere una mail con Copilot o impostare una strategia AI per l’azienda, la vera intelligenza è nel modo in cui scegliamo di usarla.
Se vuoi capire come integrare Copilot in modo etico e strategico nella tua azienda, siamo qui per aiutarti a farlo — con consapevolezza.
EKO365 è il tuo copilota. Umano.
