{"id":9249,"date":"2026-10-03T11:19:14","date_gmt":"2026-10-03T11:19:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.eko365.it\/?p=9249"},"modified":"2026-10-03T11:24:28","modified_gmt":"2026-10-03T11:24:28","slug":"velocity-gap-se-il-cybercrime-e-piu-veloce-della-risposta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.eko365.it\/?p=9249","title":{"rendered":"Velocity gap: se il cybercrime corre pi\u00f9 veloce della risposta"},"content":{"rendered":"<h2 style=\"font-weight: 400;\"><em>L\u2019Europa prova a ridurre il divario con le nuove regole sull\u2019e-evidence, mentre per le imprese cresce l\u2019importanza della resilienza informatica. Prevenire gli attacchi non basta pi\u00f9: bisogna essere pronti a reagire e ripartire.<\/em><\/h2>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Un attacco informatico pu\u00f2 iniziare, diffondersi e produrre danni in pochi minuti.<br \/>\nIdentificare i responsabili, raccogliere le prove e intervenire attraverso autorit\u00e0 e sistemi giudiziari di Paesi diversi richiede inevitabilmente tempi molto pi\u00f9 lunghi.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u00c8 questo il <strong><em>velocity gap<\/em><\/strong>, il divario di velocit\u00e0 che <a href=\"https:\/\/www.europol.europa.eu\/about-europol:it\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Europol<\/a> individua analizzando l\u2019evoluzione del cybercrime. Una distanza che riguarda le forze dell\u2019ordine, ma che produce conseguenze molto concrete anche per le imprese. Perch\u00e9, mentre le autorit\u00e0 cercano di individuare e perseguire chi ha condotto un attacco, l\u2019organizzazione colpita deve continuare a lavorare. Deve proteggere i dati, contenere l\u2019incidente, garantire i servizi essenziali e ripristinare i sistemi.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">In una parola: <strong>deve essere resiliente<\/strong>.<\/p>\n<h3 style=\"font-weight: 400;\"><strong>Cos\u2019\u00e8 il velocity gap nel cybercrime<\/strong><\/h3>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La criminalit\u00e0 informatica ha una caratteristica che la distingue da molti altri fenomeni criminali: la velocit\u00e0. Infrastrutture distribuite tra diversi Paesi, servizi utilizzati in modo illecito, sistemi compromessi e possibilit\u00e0 di spostare rapidamente dati e attivit\u00e0 rendono particolarmente complesso l\u2019intervento delle autorit\u00e0.<br \/>\nDall\u2019altra parte ci sono <strong>indagini che devono rispettare procedure precise<\/strong>: identificare le prove, conservarle, ottenere le autorizzazioni necessarie e, quando i dati si trovano in un altro Paese, attivare gli strumenti di cooperazione internazionale.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Non \u00e8 quindi semplicemente una gara tecnologica tra criminali e investigatori.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u00c8 una <strong>differenza strutturale tra la rapidit\u00e0 dell\u2019attacco e i tempi necessari per una risposta investigativa e giudiziaria<\/strong>. Ed \u00e8 proprio questo divario a rendere ancora pi\u00f9 importante la capacit\u00e0 delle organizzazioni di reagire autonomamente nelle prime fasi di un incidente.<\/p>\n<h3 style=\"font-weight: 400;\"><strong>L\u2019Europa prova ad accelerare l\u2019accesso alle prove digitali<\/strong><\/h3>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Una risposta arriva dal nuovo sistema europeo per l\u2019<strong>e-evidence<\/strong>, le prove elettroniche.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Dal 18 agosto 2026 \u00e8 applicabile il <a href=\"https:\/\/eur-lex.europa.eu\/IT\/legal-content\/summary\/electronic-evidence-in-criminal-proceedings.html\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Regolamento (UE) 2023\/1543<\/a>, che introduce gli ordini europei di produzione e di conservazione delle prove elettroniche. L\u2019obiettivo \u00e8 r<strong>endere pi\u00f9 rapido l\u2019accesso ai dati necessari nelle indagini penali<\/strong> quando sono coinvolti prestatori di servizi che operano in pi\u00f9 Stati membri.<br \/>\nIl nuovo sistema prevede, in generale, un termine di 10 giorni per rispondere a un ordine europeo di produzione, che pu\u00f2 scendere a 8 ore nei casi di emergenza. Gli ordini di conservazione consentono inoltre di preservare i dati per evitare che vengano cancellati prima che possano essere acquisiti.<\/p>\n<p>\u00c8 un cambiamento importante. Ma anche dieci giorni rappresentano un tempo molto diverso da quello nel quale pu\u00f2 svilupparsi un attacco informatico. Ed \u00e8 qui che il velocity gap diventa un problema aziendale.<\/p>\n<h3 style=\"font-weight: 400;\"><strong>Dalla cybersecurity alla cyber resilience<\/strong><\/h3>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Per molto tempo la sicurezza informatica \u00e8 stata raccontata soprattutto come <strong>capacit\u00e0 di impedire un attacco<\/strong>. Firewall, antivirus, controllo degli accessi, aggiornamenti e protezione delle reti rimangono fondamentali. Ma oggi la domanda da porsi \u00e8 anche un\u2019altra:<\/p>\n<p>cosa succede se l\u2019attacco riesce?<br \/>\nQuanto tempo serve per accorgersene? Chi deve intervenire? Quali sistemi devono essere isolati? Esistono copie di sicurezza utilizzabili? Quanto tempo occorre per ripristinare i servizi? Chi comunica con clienti, fornitori e autorit\u00e0?<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u00c8 qui che entra in gioco la <a href=\"https:\/\/www.eko365.it\/?p=9157\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">resilienza informatica<\/a>. Essere resilienti non significa accettare che gli attacchi siano inevitabili. Significa preparare l\u2019organizzazione affinch\u00e9 un incidente non si trasformi automaticamente in una crisi capace di bloccare l&#8217;attivit\u00e0.<\/p>\n<h3 style=\"font-weight: 400;\"><strong>NIS2: prevenire non basta, bisogna essere pronti a reagire<\/strong><\/h3>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u00c8 anche la direzione indicata dalla <a href=\"https:\/\/www.eko365.it\/?p=9241\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Direttiva NIS2<\/a>, che ha ampliato il numero di organizzazioni coinvolte e rafforzato gli obblighi europei di gestione del rischio informatico.<br \/>\nLa logica non riguarda soltanto le tecnologie utilizzate. Comprende la gestione degli incidenti, la continuit\u00e0 operativa e la gestione delle crisi, la sicurezza della catena di fornitura, la gestione delle vulnerabilit\u00e0, la formazione e la consapevolezza delle persone.<br \/>\nNon sorprende quindi che proprio alcuni di questi aspetti risultino tra i pi\u00f9 complessi da mettere in pratica.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Secondo il rapporto <a href=\"https:\/\/www.enisa.europa.eu\/publications\/nis-investments-2025\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">NIS Investments 2025<\/a> di ENISA, il 50% delle organizzazioni intervistate indica tra le principali difficolt\u00e0 la gestione delle vulnerabilit\u00e0 e degli aggiornamenti, il 49% la business continuity e il disaster recovery e il 37% la gestione del rischio legato alla supply chain. Numeri che mostrano come la vera sfida non sia soltanto acquistare strumenti di sicurezza, ma costruire un&#8217;organizzazione capace di usarli all&#8217;interno di processi definiti e conosciuti.<\/p>\n<figure id=\"attachment_9251\" aria-describedby=\"caption-attachment-9251\" style=\"width: 1000px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-9251\" src=\"https:\/\/www.eko365.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Enisa_dati.jpg\" alt=\"principali difficolt\u00e0 la gestione delle vulnerabilit\u00e0 e degli aggiornamenti\" width=\"1000\" height=\"500\" srcset=\"https:\/\/www.eko365.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Enisa_dati.jpg 1000w, https:\/\/www.eko365.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Enisa_dati-300x150.jpg 300w, https:\/\/www.eko365.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Enisa_dati-768x384.jpg 768w, https:\/\/www.eko365.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Enisa_dati-18x9.jpg 18w\" sizes=\"(max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-9251\" class=\"wp-caption-text\">EKO365 x ENISA<\/figcaption><\/figure>\n<h3 style=\"font-weight: 400;\"><strong>Il punto non \u00e8 sapere se arriver\u00e0 un attacco<\/strong><\/h3>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il velocity gap aiuta quindi a cambiare prospettiva.<br \/>\nLe autorit\u00e0 devono continuare a contrastare il <a href=\"https:\/\/www.eko365.it\/?p=9197\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">cybercrime<\/a> e <strong>l\u2019Unione europea sta costruendo strumenti per rendere pi\u00f9 veloce ed efficace la cooperazione<\/strong>.<br \/>\nMa un\u2019impresa non pu\u00f2 basare la propria sicurezza sulla possibilit\u00e0 che qualcuno intervenga in tempo dopo un attacco.<br \/>\nDeve sapere cosa fare prima, durante e dopo un incidente.<br \/>\nSignifica conoscere i propri rischi e le proprie vulnerabilit\u00e0. Stabilire ruoli e responsabilit\u00e0. Proteggere gli accessi. Aggiornare i sistemi. P<strong>reparare procedure di risposta agli incidenti<\/strong>. Verificare backup e piani di ripristino. Formare le persone. Testare periodicamente ci\u00f2 che \u00e8 stato predisposto.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La cybersecurity diventa cos\u00ec parte della <a href=\"https:\/\/www.eko365.it\/?p=9022\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">continuit\u00e0 dell\u2019impresa<\/a>.<\/p>\n<h3 style=\"font-weight: 400;\"><strong>Da dove pu\u00f2 partire un\u2019impresa<\/strong><\/h3>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u00c8 proprio su questo passaggio che <strong>EKO365<\/strong> pu\u00f2 affiancare le organizzazioni.<br \/>\nLa conformit\u00e0 alla NIS2 non dovrebbe essere affrontata come un <strong>elenco di adempimenti da completare<\/strong> una volta per tutte. Pu\u00f2 diventare l\u2019occasione per capire quanto l&#8217;organizzazione sia realmente preparata ad affrontare un incidente informatico.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">EKO365 supporta le imprese nell\u2019analisi dei requisiti NIS2, nella valutazione dei rischi e delle vulnerabilit\u00e0, nella definizione delle misure di sicurezza e delle <a href=\"https:\/\/www.eko365.it\/?p=9210\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">procedure necessarie<\/a>, fino alla costruzione di un percorso coerente di gestione della cybersecurity.<br \/>\nPerch\u00e9 davanti al velocity gap l&#8217;obiettivo non pu\u00f2 essere correre pi\u00f9 velocemente degli attaccanti.<br \/>\nL&#8217;obiettivo \u00e8 essere preparati quando l&#8217;attacco arriva e sapere come reagire.<\/p>\n<figure id=\"attachment_9252\" aria-describedby=\"caption-attachment-9252\" style=\"width: 1000px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-9252\" src=\"https:\/\/www.eko365.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/velocita1.jpg\" alt=\"Un attacco informatico \u00e8 sempre pi\u00f9 veloce della risposta di difesa\" width=\"1000\" height=\"333\" srcset=\"https:\/\/www.eko365.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/velocita1.jpg 1000w, https:\/\/www.eko365.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/velocita1-300x100.jpg 300w, https:\/\/www.eko365.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/velocita1-768x256.jpg 768w, https:\/\/www.eko365.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/velocita1-18x6.jpg 18w\" sizes=\"(max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-9252\" class=\"wp-caption-text\">DALL\u2022E x EKO365<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Europol lo definisce \u201cvelocity gap\u201d: gli attacchi informatici si sviluppano in tempi molto pi\u00f9 rapidi rispetto alla risposta investigativa. 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